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La perizia fa acqua, ma il processo prosegue

Delitto di Stabio - Il giudice critica duramente il lavoro del dottor Calanchini: "L'abuso di competenze è manifesto"

Reguzzi
 
17
maggio
2018
10:20

LUGANO - Si è aperto il terzo giorno del processo per il delitto di Stabio. Questa mattina la Corte, per voce del giudice Amos Pagnamenta, si è espressa sulla perizia psichiatrica che ha stilato il dottor Carlo Calanchini. Perizia che doveva stabilire il grado di imputabilità dell' informatico Michele Egli, giudicare il rischio di recidiva e - in sintesi - indicare la situazione psichica dell'imputato nel momento in cui uccise a Stabio sua cognata, Nadia Arcudi. Una perizia (di 150 pagine e costata circa 70.000 franchi - vedi suggeriti) che già ieri era stata al centro di un lungo botta e risposta tra il giudice e il perito. E il rischio era che il documento venisse stralciato dagli atti (con la possibilità di bloccare, forse per mesi, l'intero processo). Così non sarà e il processo può andare avanti.

Ma il giudice Pagnamenta ha duramente criticato il lavoro di Calanchini. "La perizia ha diversi problemi. Anzitutto quello di non indicare in forma scritta il fatto che le persone sentite dallo psichiatra erano state informate del loro diritto di non rispondere. E lascia basiti il fatto che un documento per dei fatti così importanti abbia una pecca di questa portata". Ma, ha sottolineato Pagnamenta, oltre ai problemi di forma ci sarebbero anche dei problemi di sostanza. "Non si può arrivare alla conclusione secondo cui più è grave il reato e più è grave il disturbo psichiatrico. Il perito si è voluto sostituire agli inquirenti. Ha effettuato 13 incontri con l'imputato, più di quelli che ha fatto la procuratrice pubblica. Ha incontrato i parenti e persino effettuato un sopralluogo, e non è ben chiaro il motivo. Ha svolto un compito non suo. Non spetta al perito infatti, ma alla Corte, ricostruire i fatti o esprimersi sulla credibilità dell'imputato. Questo abuso di competenze è manifesto".

La perizia non verrà comunque annullata, ma la Corte ha fatto sapere di riservarsi il diritto di non prenderla in considerazione.

 

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