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Una birra contro la disparità salariale

Lanciata sul mercato dall'Unione Sindacale Svizzera per la campagna contro la discriminazione nei confronti delle donne - Sarà anche a Bellinzona

 
13
giugno
2018
13:26
ats

BERNA - L'Unione Sindacale Svizzera (USS) ha lanciato oggi la sua campagna contro la discriminazione salariale nei confronti delle donne. Per sensibilizzare sul tema è stata inoltre creata una birra speciale.

La bevanda, prodotta dalla brasserie "La Nébuleuse" di Renens (VD), è servita da oggi in alcuni bar e ristoranti nelle città di Aarau, Basilea, Berna, Ginevra, Losanna, Lucerna e Zurigo, hanno indicato oggi in una conferenza stampa i promotori della campagna. La birra sarà proposta anche nel corso di numerosi appuntamenti previsti domani in tutta la Svizzera, tra cui anche alla Casa del Popolo di Bellinzona.

Gli slogan in tedesco "Ist auch dein Bier" (è anche la tua birra, inteso come "è anche affar tuo") e francese "Mettons la pression" (mettiamo pressione, giocando sulla parola "pression" che significa pure "alla spina"), si riferiscono alla necessità di dibattere e fare pressione sulla parità salariale. I promotori saranno presenti anche in diverse piazze in occasione della partita inaugurale della Coppa del mondo di calcio.

La birra accompagna numerose iniziative lanciate nel corso dell'anno a favore dell'eguaglianza e contro la discriminazione. In collaborazione con diverse organizzazioni femministe, l'USS sarà presente al 22 settembre a Berna in occasione della manifestazione #enough2018.

Nonostante il principio di uguaglianza sia stato introdotto nella Costituzione nel 1981, la differenza di salario tra uomo e donna in Svizzera è ancora del 17% - secondo i dati Eurostat - e addirittura superiore alla media dell'Ue.

Circa due quinti di questa differenza salariale non sono dettati da fattori oggettivi quali formazione, gerarchia e posizione professionale. Contrariamente a quanto indicano i datori di lavoro - sostengono i promotori della campagna - si tratta di discriminazione salariale.

Uno studio commissionato dal sindacato Unia e realizzato da Bass, un ufficio specializzato in politica del lavoro e sociale, rileva che una donna nel corso della vita professionale viene privata in totale di circa 300'000 franchi. E ciò solo in base al suo sesso. Secondo le stime del Bass, annualmente una donna guadagna 7000 franchi in meno (590 franchi al mese).

In totale, la differenza di stipendio delle lavoratrici in Svizzera rispetto agli uomini ammonta a quasi dieci miliardi di franchi all'anno. Ciò si ripercuote anche sulle rendite pensionistiche, aggiungono i sindacalisti.

Stando alla rilevazione svizzera della struttura dei salari del 2016, presentata il mese scorso dall'Ufficio federale di statistica (UST), la disparità salariale tra donne e uomini tra il 2014 e il 2016 è diminuita solo di 0,5 punti, situandosi al 12%. I promotori della campagna ritengono che sebbene sia da giudicare positivamente il calo, il lasso di tempo per poter colmare il divario è ancora troppo esteso. Si constata inoltre che le differenze salariali fra i sessi sono tanto più marcate quanto più è elevato gerarchicamente il posto occupato.

Dopo 37 anni deve essere stabilito nella legge un chiaro impegno da parte dei datori di lavoro. In particolare, è opportuno definire norme chiare in modo che la parità salariale venga attuata e regolarmente verificata. Inoltre, le aziende che non rispettano l'uguaglianza negli stipendi devono essere multate a titolo dissuasivo. Il disegno di legge presentato dal Consiglio degli Stati soddisfa solo parzialmente questi requisiti, criticano i sindacalisti.

È inoltre necessario - a loro avviso - fornire aiuti e stabilire delle condizioni quadro per le donne con figli, oltre a favorire la compatibilità tra famiglia e lavoro.

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