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ETH, un quarto dei dottorandi si sente sfruttato

Il dato è emerso da un sondaggio condotto dallo staff scientifico del Politecnico di Zurigo, che ora indaga - Il problema maggiore: l’abuso della propria posizione da parte dei professori - La testimonianza di un ragazzo ticinese

ETH di Zurigo / Gian Marco Castelberg
 
12
maggio
2018
06:00

ZURIGO - Nuove accuse di mobbing all'interno del Politecnico federale di Zurigo (ETH): un sondaggio effettuato tra i dottorandi dall'Associazione accademica dello staff scientifico dell'ateneo (AVETH) ha rivelato che diversi di loro si sentono sfruttato dai loro superiori. Quasi un quarto di chi ha risposto alle domande loro poste nell'ambito del sondaggio ha denunciato abusi della propria posizione da parte dei professori. Gli intervistati lamentano soprattutto umiliazione, mancanza di rispetto e pressione psicologica. Lo stipendio, il frequente lavoro nel fine settimana e una pianificazione delle ferie non affidabile sono tra gli strumenti di pressione maggiormente segnalati. Quasi un terzo dei partecipanti critica inoltre il fatto che il loro superiore non prenda sul serio il proprio ruolo di mentore, risultando sovente assente e poco impegnato verso i suoi collaboratori. Un interrogato su 12 ha addirittura indicato di non aver ricevuto alcun aiuto. Davanti alle accuse il Politecnico non resta passivo: oltre a diverse proposte lanciate da un gruppo speciale di lavoro, ha avviato un'indagine su tre professori.

Difficile trovare dottorandi che affrontano tali difficoltà disposti a parlare. Ad aprirsi con noi è stato Andrea (nome di fantasia, le generalità sono note alla redazione), ticinese che sta frequentando un PhD in ingegneria e che per proteggersi ci chiede di rimanere nell'anonimato. «Io non mi posso assolutamente lamentare, ho molta fiducia verso i vertici del Politecnico. So però anche da certi professori non farei mai un dottorato».

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